Una riserva in città: Monte Pellegrino e il Bosco Niscemi

Monte Pellegrino visto da Cozzo San Pietro

Carissimi amici, Monte Pellegrino è una riserva inglobata nel perimetro urbano della città di Palermo che include, oltre al maestoso promontorio tanto amato da Goethe che nel 1787 lo descrisse come “Il più bel promontorio del mondo”, il fantastico Parco della Favorita e il suggestivo Santuario di Santa Rosalia (vedi sotto questo articolo un video). Sono dei luoghi unici al mondo e fra i più interessanti della Sicilia Occidentale sia per la incredibile biodiversità urbana presente che per le presenze geologiche, floristiche e faunistiche.

Dobbiamo fare in modo, come amanti dell’ambiente e della natura, di preservare, tutelare e promuovere un turismo ecologico, sostenibile e rispettoso di questi luoghi che abbiamo la fortuna di avere a portata di… piedi !

Per gli escursionisti sono una scuola i sentieri che spaziano da un bosco mediterraneo a pochi passi dal centro città, il bosco Niscemi, in cui si può fare scuola di botanica, alle ripidissime pareti del Monte Pellegrino scuola di arrampicata e speleologia, ai sentieri della “rufuliata”, della “valle del porco” che offrono esperienze di trekking che si possono paragonare a quelli presenti in ambienti appenninici. Quindi chi si appresta a fare escursionismo, la riserva naturale orientata di Monte Pellegrino è un’ottima palestra naturale !

Foto sotto: il Santuario alla Grotta di Santa Rosalia

I testi a seguire di questo articolo sono tratti dall’opuscolo distribuito dall’ente gestore, i Ranger’s d’Italia a cui rivolgersi per effettuare qualsiasi attività, anche escursionistica in riserva. Le foto sono di Giorgio De Simone.

INFO: riserva.montepellegrino@rangersitalia.it – +39 091 671 6066

La Riserva Naturale Orientata “Monte Pellegrino”, istituita nel 1996, ha al suo interno una lunga serie di peculiarità legate all’aspetto naturalistico, geologico, paesaggistico, archeologico, monumentale e storico-militare.

La gestione è affidata all’Associazione Nazionale dei Rangers D’Italia.

In quest’area carsica di grande interesse geologico sono state contate ben 134 cavità naturali; rilevanti sono stati anche i ritrovamenti paleontologici e paletnologici: di straordinario valore è il complesso di graffiti della Grotta dell’Addaura, datati al Paleolitico superiore, e la Grotta Niscemi.

La Riserva si estende per 1050 ettari, includendo interamente il Monte Pellegrino e la verdeggiante Real Tenuta del Parco de “La Favorita, voluta da Ferdinando III di Borbone, nella quale sono visibili ancora oggi le opere monumentali e naturalistiche che ne costituivano l‘antico splendore.

Di notevole importanza è la presenza del “Patriarca della Favorita”, un ulivo di oltre 1.000 anni che presenta una circonferenza massima di circa 11,00 m. e un diametro medio di 3,50 m.

Tra gli anfibi, particolarmente interessante è l’endemico rospo smeraldino siciliano, che si riproduce nel Gorgo di Santa Rosalia, nei pressi del Santuario. Il gorgo è noto agli scienziati di tutto il mondo che studiano gli ecosistemi acquatici per una scoperta che risale agli anni ’50 fatta dal famoso scienziato americano, G. E. Hutchinson.


Scarica i dépliant dell’ente gestore in PDF :


I sentieri della riserva

Attenzione: alcuni percorsi potrebbero essere impraticabili o interdetti alla fruizione, contattare l’ente gestore per informazioni dettagliate

Sentiero 1 “Musto Scuderie Reali” difficoltà bassa, lunghezza 1,80 Km, durata 2 ore.

Sentiero in terra battuta che ha inizio dalla Casina alla Cinese e attraversa aree rimboschite con cipressi, pini ed eucalipti e aree boscate naturali dove è possibile ammirare il leccio, il lentisco, il terebinto, l’alaterno il frassino da manna e numerose altre piante tipiche della macchia mediterranea. Lungo il percorso è possibile ammirare il “Patriarca della Favorita”, un antico ulivo di oltre 1.000 anni che presenta una circonferenza massima di circa 11,00 m. ed un diametro medio di m. 3,50. Inoltre è possibile ammirare le Colonne d’Acqua, facenti parte dell’antico sistema di irrigazione dei giardini, la Fontana d’Ercole, la Colonna con Vaso, I’Abbeveratoio e la Stele Egizia. Dopo aver attraversato il Viale Diana nei pressi del Cancello Giusino, il percorso costeggia il Torrione nord e termina alle Scuderie Reali.

Sentiero 2 “Bosco Niscemi” difficoltà bassa, lunghezza 2,70 Km, durata 2 ore.

Il sentiero ha inizio dalla Colonna d’Acqua, lungo il sentiero “Musto-Scuderie Reali”; attraversato Viale di Pomona, si percorre la trazzera fino al bivio che porta a Villa Niscemi. Superato questo punto si entra nel fitto Bosco Niscemi, unica zona A del Parco della Favorita. Questo bosco, originatosi da un impianto di leccio, nel corso dei secoli si è naturalizzato e ospita al suo interno quasi tutte le specie di macchia mediterranea presenti nella Riserva, come terebinto, il lentisco, il corbezzolo, il mirto, il frassino da manna, il viburno , l’alloro, la Phillyrea , ecc… Il bosco ospita inoltre una grande varietà di fauna. Il percorso può terminare al Giardino Florio oppure, ritornando al bivio Niscemi, proseguire per le Scuderie Reali.

Sentiero 3 “Ercole” difficoltà bassa, lunghezza 2,37 Km, durata 2 ore.

Il percorso inizia dal sentiero “Musto Scuderie Reali”, in corrispondenza della Stele Egizia e, dopo aver attraversato Viale di Pomona, prosegue nella pineta Vannucci. Superato l’incrocio con il sentiero “Bosco Niscemi”, costeggia Viale Ercole fino al Piazzale dei Matrimoni. Lungo il percorso, è possibile osservare la vegetazione tipica della macchia mediterranea, nonché gli agrumeti con il loro sistema di irrigazione tradizionale.

Sentiero 4 “Piano Landolina” difficoltà bassa, lunghezza 2,10 Km, durata 1 ora e 45 min.

Il sentiero ha inizio dal Cancello Giusino e, dopo aver attraversato il Piano Landolina che fiancheggia le pendici di Monte Pellegrino, giunge all’incrocio tra Via Monte Ercta e Viale Regina Margherita di Savoia, dal quale è possibile raggiungere la borgata marinara di Mondello.

Sentiero 5 “Pedemontana Grotta Niscemi” difficoltà bassa, lunghezza 2,83 Km, durata 2 ore e 30 min.

Ha inizio da Viale Ercole, in prossimità del Piazzale dei Matrimoni, e conduce alle Scuderie Reali. Il paesaggio è caratterizzato da piante residue di antichi frutteti (mandorlo, fico, gelso, ecc.), da rimboschimento di pino ed eucalipto misto alla vegetazione tipica della macchia mediterranea (olivastro, alaterno, lentisco, carrubo, leccio, ecc.) e da agrumeti. Il percorso più a monte offre la possibilità di ammirare la vegetazione neo-endemica della Riserva come il cavolo rupestre, la centaurea cineraria e il garofano rupestre e di visitare, su prenotazione presso l’Ente Gestore, la Grotta Niscemi, cavità di origine marina dove sono presenti incisioni parietali paleolitiche di bovidi ed equidi e incisioni medievali di imbarcazioni.

Sentiero 6 “Valle del Porco Gorgo di S. Rosalia” difficoltà alta, lunghezza 1.68 Km, durata 2 ore e 30 min.

Il sentiero si inerpica alle spalle delle Scuderie Reali, con tratti ripidi e in parte gradonati. All’inizio del percorso e alla sommità della salita si incontrano zone rimboschite; lungo la valle, invece, si attraversa un suggestivo paesaggio rupestre dove è possibile osservare le principali specie vegetali neo-endemiche come la palma nana, il garofano rupestre, l’erba perla e il cavolo rupestre, nonché i grandi rapaci della Riserva come la poiana, il falco pellegrino e il gheppio. Lungo il percorso si incontrano un grosso muro di sbarramento, un’edicola votiva di inizio secolo che testimonia la vocazione “Sacra” del monte e il Gorgo di S. Rosalia, uno stagno temporaneo dove si riproduce il rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus) e dove, nel 1958, il famoso scienziato americano George Evelyn Hutchinson fece importanti scoperte che portarono a rivedere la biologia evoluzionistica. Proseguendo lungo il sentiero si arriva a Via Monte Ercta e quindi al Santuario di S. Rosalia.

Sentiero 7 “Piano Landolina Pizzo Rufuliata” difficoltà media, lunghezza 2,25 Km, durata 2 ore.

Partendo dal sentiero “Piano Landolina”, nei pressi del Cancello Giusino, il percorso si inerpica fra le pareti rocciose, dove prevale il paesaggio del rimboschimento, al cui interno riesce a inoltrarsi anche la vegetazione spontanea arbustiva, erbacea e rupestre. Dopo aver superato Via Monte Ercta, si prosegue passando alle falde del Pizzo Rufuliata, dove è possibile osservare i grandi rapaci della Riserva, come la poiana e il falco pellegrino, quindi si congiunge con il percorso Mountain bike 1 “Costa Finocchiaro”.

Sentiero 8 “Abisso della Perciata” difficoltà bassa, lunghezza 0,35 Km, durata 30 min.

Il sentiero ha inizio dal percorso Mountain bike 1 “Costa Finocchiaro” e, dopo aver attraversato aree rimboschite con pini e cipressi, conduce all’Abisso della Perciata. Questo ha una forma ellittica del diametro maggiore di circa 25 m. e un condono imbutiforme di circa 30 m. che sfocia nella volta colossale della sottostante Grotta Perciata, di quasi un centinaio di metri di altezza. ATTENZIONE PERICOLO !

Sentiero 9 “Al Semaforo” difficoltà media, lunghezza 0,93 Km, durata 45 min.

Il sentiero ha inizio da Via P. Giordano Cascini e si inerpica tra le rocce giungendo a Pizzo del Semaforo (m. 597), così chiamato perché un tempo era presente un “semaforo” usato per le segnalazioni marittime, oggi non più esistente. La parte sommitale è resa quasi inaccessibile dalla presenza di un’ampia zona militare e dei tralicci di numerose antenne di ripetizione. È un percorso molto interessante a livello paesaggistico.

Sentiero 10 “Contraeree . Capanna avifauna” difficoltà bassa, lunghezza 0,30 Km, durata 15 min. 

Breve percorso che ha inizio da Via P. Giordano Cascini e termina su un pianoro dove sono presenti delle postazioni contraeree risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Per tutta la durata delle operazioni militari fu un obbiettivo primario da parte dei bombardieri anglo-americani RAF e USAAE a causa dei suoi cantieri e dei convogli navali militari dell’Asse che facevano rotta per i porti africani. Alla difesa della Piazza Militare di Palermo concorrevano delle batterie contraeree tedesche Flak da 88 mm, con l’ausilio di personale italiano, dotate di apparecchiature mod. WURZBURG per il rilevamento degli aerei in avvicinamento, nonché batterie con militi delle Camicie Nere (M.A.C.A.) come quelle visibili appunto lungo il sentiero e sul Pizzo Volo d’Aquila. Lungo il percorso sono visitabili anche le camerate e le cucine del presidio militare. Inoltre, il pianoro è dotato di un capanno per I’avvistamento dell’avifauna che popola la Riserva (falco pellegrino, poiana, falco pecchiaiolo, gheppio, nibbio bruno, corvo imperiale, ecc.).

Sentiero 11 “Pizzo Monaco” difficoltà media, lunghezza 1,24 Km, durata 1 ora e 15 min.

Il sentiero ha inizio da Via Padre G. Cascini e, dopo aver attraversato un’area rimboschita con pino d’Aleppo, pino domestico e cipresso comune e rinaturalizzata con essenze della macchia mediterranea (leccio, lentisco, terebinto, alaterno, frassino da manna, olivastro, ilatro, carrubo e bagolaro), si diparte in due: uno conduce a Pizzo Monaco, l’altro alla sommità del monte in corrispondenza del sentiero “Pizzo Volo d’Aquila”. Entrambi i siti offrono uno spettacolare panorama del versante Vergine Maria.

Sentiero 12 “Pizzo Volo d’Aquila” difficoltà media, lunghezza 2,12 Km, durata 2 ore.

Ha inizio dalla Scala Nuova (erroneamente detta Scala Vecchia), appena sopra il Castello Utveggio, e conduce alla sommità di Monte Pellegrino, in corrispondenza del sentiero “Pizzo Monaco”, con un percorso pianeggiante nella prima parte e impegnativo nel tratto finale. Lungo il sentiero è possibile visitare le postazioni contraeree presenti sul Pizzo Volo d’Aquila risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e facenti parte del complesso sistema difensivo antiaereo della Città di Palermo. Il percorso offre un suggestivo panorama sul versante Vergine Maria Arenella.

Sentiero 13 “Goethe Piano di Bernardo Scala Vecchia” difficoltà bassa, lunghezza 1,25 Km, durata 1 ora.

Appena sopra la Strada che conduce al Castello Utveggio, a destra della Scala Nuova (erroneamente detta Scala Vecchia), in corrispondenza delle steli che ricordano la visita dello scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe, ha inizio il sentiero che porta alle Storico Piano di Bernardo, ampia conca riparata dai venti, rimboschita con pino d’Aleppo e pino domestico e rinaturalizzata con essenze della macchia mediterranea (leccio, lentisco, terebinto, alaterno, frassino da manna, olivastro, ilatro, carrubo e bagolaro).

Superato questo pianoro si giunge in un punto belvedere che si affaccia sulla città di Palermo e sulla Real Tenuta de “La Favorita” in uno splendido panorama dove i rumori della città diventano suoni lontani. Attraversato il Piano di Bernardo si percorre il sentiero Scala Vecchia, così chiamato perché ripercorre alcuni tratti, ben conservati e quanto mai suggestivi, della prima Scala medievale. Il tracciato si articola tra una giungla di rocce spianate con scalpello, prosegue passando davanti una “calcara” e dopo aver attraversato Via Pietro Bonanno si congiunge con l’attuale Scala Nuova, attraverso la quale si raggiunge il Santuario di Santa Rosalia.

Percorso religioso 14 “Scala Nuova” (erroneamente chiamata “Scala Vecchia”) difficoltà media, lunghezza 3,70 Km, durata 2 ore.

Il percorso ha inizio da Largo Sellerio (conosciuto come Piazza Cascino) e termina al Santuario di Santa Rosalia. Si compone di 34 rampe, in parte costruite su archi e volte, in parte incavate nella roccia o situate sopra piccoli terrapieni. Alla Fine della prima rampa si può osservare la Grotta del Condannato, cavità di origine marina profonda circa 40 m., dove è possibile ammirare piccole stalattiti, stalagmiti e altre formazioni carsiche. Lungo il percorso è possibile vedere cappelle votive di recente costruzione e una cupola votiva settecentesca. Il paesaggio è caratterizzato da rimboschimenti di conifere ed eucalipto con processi di rinaturalizzazione spontanea di macchia mediterranea. Il percorso interseca più volte via Pietro Bonanno, incrocia via Padre Ennio Pintacuda (che conduce al Cascello Utveggio), costeggia l’area dove si trovano le steli che ricordano la visita dello scrittore tedesco J. W. Goethe e da cui ha origine il sentiero “Goethe Piano di Bernardo Scala Vecchia”, incrocia la trazzera che conduce al Pizzo Volo d’Aquila e infine, in corrispondenza dell’area denominata Pizzo Croce, si congiunge con la Strada asfaltata che, a sinistra, conduce al Santuario.

Percorso Mountain bike 1 “Costa Finocchiaro” diffucoltà bassa (media in mbk), lunghezza 3.70 Km. durata 3 ore e 30 min. (40 min. in mbk).

Percorso che si sviluppa lungo una strada sterrata all’interno di un bosco di pini, cipressi ed eucalipti, con accesso sia da Via Monte Ercta che da Via Padre Giordano Cascini. Lungo il tracciato si incrocia il sentiero “Piano Landolina Pizzo Rufuliata”, il percorso Mountain bike 2 “Cozzo della Mandra”, il Gorgo Rosso, uno Stagno temporaneo naturale dove in inverno si accumula acqua piovana e nei mesi di gennaio-aprile si riproduce il Rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus).

Proseguendo, si passa da un primo punto belvedere che si affaccia sul versante Addaura e dove è possibile osservare essenze tipiche della macchia mediterranea (euforbia, olivastro, lentisco, ecc.) oltre a piante rupicole anche endemiche (cavolo rupestre, garofano rupestre, palma nana, ecc.). A poca distanza si incontra un secondo punto belvedere dove, oltre ad osservare il paesaggio dall’Addaura a Mondello con un suggestivo contrasto tra il mare e la montagna, si può fare una sosta approfittando dei tavoli e delle panchine presenti. Lungo il percorso si incrocia inoltre il sentiero “Abisso della Perciata”.

Percorso Mountain bike 2 “Cozzo della Mandra” difficoltà bassa (media in mbk), lunghezza 1.36 Km, durata 1h (10 min. in mbk).

Il tracciato ha origine dal percorso Mountain bike 1 “Costa Finocchiaro” e attraversa in parte un bosco di pini, cipressi ed eucalipti e in parte un’area a gariga con la presenza di piante di euforbia, ferula, asfodelo, carlina, eryngium, ecc.


Trattandosi di area protetta soggetta ad eventi naturali non contenibili (geologici, atmosferici, ecc. ) dovranno essere prese tutte le necessarie precauzioni.


Sotto: video della liberazione di un’aquila dei serpenti o biancone effettuata dal CRFS di Ficuzza


Per chi volesse approfondire l’aspetto religioso ecco un bel servizio che brevemente da un’idea di cosa sia per Palermo e i palermitani la Santuzza loro patrona 

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