Zone umide di Ficuzza e dintorni: una passeggiata tra cascate, gorghi e marmitte

L’entroterra dei monti di Palermo, che degradano verso le umide vallate dei Monti Sicani, riservano sorprese e spettacoli della natura. 

Soffermarsi sulla preziosità di questo lembo della regione siciliano è superfluo, basta dire che gli habitat sono talmente variegati e preziosi che hanno imposto, negli anni passati, l’istituzione di riserve, zone a protezione speciale ed era quasi fatto un Parco Regionale, appunto dei Monti Sicani, che potesse comprendere tutte queste aree, ma per motivi di opportunità politica, è stato momentaneamente  messo in attesa di istituzione. 

Scopo di questa mia pagina è proporre una breve ma intensa escursione che permette di conoscere soprattutto gli ambienti umidi di questi territori che vanno dal paese di Marineo fino al borgo rurale di Ficuzza, sito all’interno della Riserva omonima (vedi qui). 

Il percorso è stato pensato in tre tappe che hanno un filo in comune, l’acqua. Raggiungere questi luoghi con le vetture è agevole e una volta parcheggiata l’auto, brevi sentieri portano a scoprire il luogo proposto.

Partendo da Palermo si deve imboccare la strada statale 121 per Agrigento e uscire allo svincolo di Bolognetta, quindi verso Marineo per la SS 118. Arrivati a Marineo magari possiamo fare sosta per un caffè in una delle tante ottime pasticcerie e bar presenti prima di affrontare la giornata escursionistica. Io di solito mi fermo al panificio Montalbano e Pulizzotto. 

Quindi andiamo a scoprire la PRIMA TAPPA di questa passeggiata: la Cascata Naca Serena.

Per giungere alla cascata si attraversa il centro di Marineo, si scende verso la strada regionale 131 per 2 km, poi si devia sulla destra per arrivare, dopo 500 metri, in uno spiazzo antistante una centrale idrica dove posteggeremo le auto a circa 250 m slm. 

Da lì inizia uno stretto sentiero che porta sulle rive del torrente dove si potranno scorgere le rane verdi e tantissimi girini. Quindi risaliremo il torrente fino a a raggiungere la spettacolare Cascata Naca della Serena, che si riversa su una splendida conca (la naca) dalle verdi acque color smeraldo. 

Prendetevi cura dei luoghi, se trovate rifiuti portatevi un sacco e raccoglietene più che potete, ognuno di noi può fare qualcosa per preservare ai posteri tanta bellezza ! 


Tornati alle auto riprenderemo la strada verso Marineo e a seguire la SS181 verso Ficuzza. Al bivio Lupo prenderemo la SP 26 direzione Godrano e ci fermeremo prima di arrivare a Santa Barbara al bivio Quattro Finaite dove posteggeremo le auto e inizieremo la SECONDA TAPPA della passeggiata: il Gorgo Cerro. 

 

A pochi passi del bivio, dando le spalle alla strada asfaltata, c’è una recinsione con paletti in legno e rete metallica, alla destra di questa esiste una chiudenda, un cancelletto realizzato con filo e corda dove è consentito il passaggio per gli escursionisti. Il sentiero naturale è in leggera discesa immerso in uno splendido bosco di cerri.

 

Deve essere percorso sempre sulla sinistra perchè vi sono altri sentieri che si diramano dal principale che percorreremo fino al termine della discesa troveremo un bellissimo e quasi sconosciuto gorgo, il Gorgo Cerro, frequentato oltre che da numerosi anfibi anche dalla variegata avifauna del bosco e da specie di flora endemica delle zone umide.

E’ zona protetta non tocchiamo nulla, non lasciamo rifiuti, anzi prendiamoli e portiamoli via se presenti. Dopo aver goduto di tanta bellezza immersi in un bosco quasi primordiale ritorneremo alle auto dallo stesso sentiero stavolta ovviamente in salita.


Riprese le auto ritorniamo sulla SS118 e proseguiamo verso Corleone perchè la TERZA TAPPA ci porterà al conoscere le favolose Gole del Drago.

Incontreremo il bivio per Madonna di Tagliavia e proseguendo sempre verso Corleone dopo circa 1,5 km deviamo a destra, prima di un curvone e lasceremo le auto su questa sterrata, sede della vecchia ferrovia a scartamento ridotto mai entrata in esercizio.

A piedi raggiungeremo le suggestive Gole del Drago, una fantastica forra carsica, un Canyon naturale, prodotto dall’erosione del fiume Frattina che qui scorre tra pozze, piccole cascate e marmitte (le cosiddette Marmitte dei Giganti) sono un vero spettacolo della natura.

Scendere sulla forra richiede una buona preparazione tecnica quindi è meglio stare nei pressi del ponte dove il panorama è altrettanto bello e spettacolare.

Si sarà fatta l’ora di pranzo quindi consumeremo la nostra colazione al sacco prima di ritornare al sentiero che ci riporterà alle auto per il rientro, oppure potremo concederci una sosta presso una delle tante masserie presenti in zona magari consumando genuini prodotti locali.

Questa escursione come in premessa è per tutti, l’importante è avere un abbigliamento adeguato e soprattutto scarpe d trekking o comunque con le suole a carrarmato perchè saremo sempre si sentieri naturali quindi con possibile dissesto per fango o pietraia. 

Se volete essere accompagnati non indugiate a contattarmi.

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