L’andare in montagna, come per mare, espone a ovvi rischi della più svariata natura, dal banale incidente di una caduta accidentale su un facile sentiero al cedimento di strutture naturali che provocano danni a persone o cose. Mi limiterò a quei percorsi che sono esclusivi per una GAE ufficiale che può operare senza limiti altitudinali (Sentenza Corte Costituzionale 459/2005) purché il terreno non richieda l’uso di corde, piccozze, ramponi o imbraghi o in ambito di vulcani attivi (in Sicilia solo Etna e Stromboli).
Per approfondire leggi questo articolo: Grado di difficoltà dei percorsi escursionistici
Una Guida Ambientale Escursionistica ufficiale, ovvero che ha fatto un corso di specializzazione, ottenuto una attestazione e regolarmente iscritta ad una associazione di Guide, sa che la priorità assoluta, per poter effettuare escursioni, trekking o cammini come accompagnatore, è la sicurezza, prima di tutti la propria e quindi degli accompagnati.
Perchè dico prima la propria ? Non è per egoismo ma per necessità. Come si può facilmente immaginare la guida è tale perchè dovrebbe essere l’ultima persona ad avere problemi in escursione, deve dirigere il gruppo di escursionisti, prevedere i percorsi facendo sopralluoghi, stilare una scheda tecnica dell’escursione, predisporre un vero e proprio piano di sicurezza, non inteso come per un cantiere ma inteso come tutte quelle buone pratiche da adottare nel caso si presenti un problema anche imprevedibile.
La sicurezza “passiva”.
In ambito escursionistico la sicurezza passiva si riferisce a tutta l’attrezzatura, l’abbigliamento e i dispositivi che attenuano le conseguenze di un incidente (come cadute, maltempo, smarrimento o traumi) quando questo si è già verificato.
A differenza della sicurezza attiva (legata alle decisioni umane, alla preparazione fisica e alla tecnica di camminata), la sicurezza passiva entra in gioco in modo automatico o protettivo per limitare i danni.
Abbigliamento e protezione personale: (Vedi questa pagina: Abbigliamento e attrezzature per Hiking: naturalistico, in montagna, sportivo e sulla neve)
• Scarponi da trekking: La suola scolpita (es. Vibram) e il supporto alla caviglia riducono il rischio di traumi e distorsioni in caso di appoggio errato. • Abbigliamento tecnico: Gusci in Gore-Tex e strati termici che proteggono dall’ipotermia in caso di brusco calo delle temperature o temporali improvvisi. • Caschetto: protegge la testa dalla caduta di pietre dall’alto o dall’impatto contro la roccia in caso di scivolata quando si va a visitare soprattutto ambienti in grotta.
Attrezzatura di trattenuta e assorbimento:
• Zaino con protezione dorsale: Alcuni zaini integrano un paraschiena che protegge la colonna vertebrale in caso di caduta all’indietro. • Corda: evita la caduta libera in caso di perdita di aderenza su passaggi impervi (ma in escursioni di bassa difficoltà non dovrebbero esserci percorsi che presentano queste problematiche ma la guida dovrebbe avere una corda sempre nello zaino per qualsiasi emergenza)
Dispositivi di localizzazione e soccorso:
• Riflettori: piccoli inserti integrati nei vestiti o negli scarponi che permette ai soccorritori di localizzare anche sotto la neve o la fitta vegetazione tramite radar. • Telo termico (alluminato): un presidio leggerissimo che riflette il calore corporeo, fondamentale per prevenire lo shock termico in attesa dei soccorsi.
Importanti APP da installare nel proprio cellulare:
GeoResQ: è l’applicazione salvavita per eccellenza in Italia. Gestita dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promossa dal CAI, è completamente gratuita. Permette di tracciare il percorso in tempo reale e, in caso di emergenza, invia una richiesta d’aiuto geolocalizzata direttamente alle centrali operative del Soccorso Alpino con un solo click.
Where ARE U: L’app ufficiale del Numero di Emergenza Europeo 112. Permette di chiamare i soccorsi inviando automaticamente la tua posizione geografica esatta alla centrale di competenza, utile anche quando non sei in grado di parlare.
Locus Map: Locus Map Free: ottima App per tracciare i sentieri escursionistici
La prima cosa da sapere è che, in gran parte di ambienti montani, la linea telefonica cellulare è assente o frammentaria, compresa la rete dati, mentre una buona copertura, nuvole permettendo, è la rete GPS, ovvero i satelliti. La guida quindi oltre ad essere pratico del GPS come tecnologia e apparati deve conoscere il territorio con mappa e bussola a seguito ed avere la gestione del territorio che si va a visitare, quindi sentieri, vie di fuga, punti raggiungibili da mezzi terrestri o eventualmente aerei (elicotteri). Una buona conoscenza di queste cose porta a un grande senso di sicurezza della guida e del gruppo che gestisce.
Affrontare una situazione di emergenza in montagna richiede sangue freddo e proprietà decisionali immediate senza provocare altri ulteriori disagi sia per l’infortunato che per il gruppo. La guida in genere ha una attestazione di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) che è il protocollo di primo soccorso che unisce la rianimazione cardiopolmonare (RCP) all’uso precoce del DAE (Defibrillatore Semiautomatico Esterno) ed è stata formata per operare una immediata prima assistenza alla vittima dell’incidente e, se necessita, nella successiva gestione dei soccorsi. Sarebbe auspicabile che anche il gruppo coadiuvi la guida, secondo esclusivamente le sue indicazioni, per accelerare l’assistenza immediata e gestire il successivo soccorso medico sempre se necessario.
Importante ancora per la sicurezza è la copertura assicurativa per se stessi (la guida) e per chi viene a effettuare l’escursione, non tanto per “lavarsi la coscienza” ma per essere ancora più consapevoli che fino a quando non accade nulla ci divertiamo e passiamo belle giornate, ma nel momento che poi succede qualche incidente ? Ecco che qui la guida coscienziosa propone al gruppo una quota assicurativa per la protezione in caso di infortunio.
Come per l’articolo dedicato al Trekking e salute: a cosa andiamo incontro durante un escursione, anche questo articolo non vuole scoraggiare chi opera in ambito escursionistico sia come guida che come fruitore ma vuole essere un piccolo contributo affinché si riducano gli incidenti al minimo, augurandoci sempre che non ce ne siano totalmente.
Foto e testi: ©Giorgio De Simone










