Piano e pizzo Catarineci: la terrazza sulla Sicilia, ambienti unici nelle Madonie

Una delle più belle escursioni che riguardano il Parco Regionale delle Madonie è quella che, partendo dal bevaio della famosa acqua di Geraci, arriva a Pizzo Catarineci e transita da due luoghi particolarmente suggestivi: Marcato Cixe e Piano Catarineci.
Il periodo migliore per effettuare l’escursione parte da aprile e finisce a luglio, soprattutto per le fioriture intense delle piante endemiche e per la intensa copertura arborea della faggeta. In inverno è molto probabile trovare il Catarineci innevato e il pianoro sottostante ghiacciato. L’autunno è la stagione del cambiamento del colore del fogliame rendendo il paesaggio unico per bellezza e suggestività, il bosco si trasforma in una tavolozza di colori caldi e naturali, un fenomeno conosciuto come foliage.
Arriveremo fino alla vetta di Pizzo Catarineci, 1660 m, che è l’ultima grande cima a est del massiccio centrale delle Madonie. L’Etna infatti dominerà il paesaggio fin dai primi km di percorso.
Saremo in zona A e B di riserva quindi con i gradi più elevati di protezione.
Per effettuare l’escursione si arriva dall’autostrada Palermo/Catania uscendo allo svincolo di Tremonselli, quindi proseguendo per Petralia Sottana al bivio Madonnuzza si prosegue per il borgo di Geraci Siculo, promosso come borgo dei borghi nel 2021 piazzandosi al terzo posto tra i più belli in Italia.

Arrivando all’ingresso del paese sostiamo per riempire le borracce al Bevaio della SS. Trinità, fatto costruire dal marchese Simone Ventimiglia. Lungo 20 metri con due fontane laterali a piramide in pietra da taglio ha quattro orifizi che riversano le acque in eleganti coppe di arenario per poi riversarle nella vasca centrale. Sulla facciata di ciascuna piramide vi è uno stemma con tre strisce orizzontali e tre stelle raffiguranti le tre contee normanne. Sul muro della vasca centrale, dentro una cornice di gesso, c’è lo stemma del nobile casato dei Ventimiglia.
Fatta scorta riprenderemo quindi le auto e percorreremo la strada di fianco al bevaio parcheggiando circa 2 km più avanti, all’inizio del sentiero.

Da qui inizieremo la salita verso Piano Catarineci. A circa 600 metri dalla partenza troveremo un primo Marcato chiamato D’Aguara che fa parte appunto delle Vie dei Marcati di cui fa parte anche Marcato Cixe. Salendo ancora osserveremo dall’alto Geraci Siculo (Jerax che significa soggiorno degli avvoltoi), roccaforte della potente famiglia dei Ventimiglia. Attraversando pascoli e pianori ricchi di arbusteti tipici di queste latitudini, osserveremo gli ultimi frammenti della singolare foresta relittuale di Roverelle e Agrifoglio che, foggiati dal morso del pascolo, prendono forme geometriche degne di un maestro scultore. Il Ginepro qui forma cespugli di notevoli dimensioni oltre alle endemiche Ginestra di Cupani (Genista cupanii Guss) e Astragalo dei Nebrodi.


Se fortunati osserveremo l’avifauna con Corvi imperiali e Poiane al vertice della catena alimentare, ma potremmo incontrare anche rettili, Volpi, Ricci, o tracce del loro passaggio.
Salendo per il bellissimo sentiero osserveremo la geologia estrema di questa parte delle Madonie prospiciente alla vallata della fiumara del Pollina, l’Etna ci farà compagnia per gran parte del cammino. Ci immergeremo nella boscaglia mista di roverelle e lecci insieme ai cespugli di Agrifoglio.
Saliremo di quota e, partiti da 1140 m. slm arriveremo dopo 2,8 km a oltre 1400 m. slm al Marcato Cixe dove ci fermeremo sulle rocce terrazzate ad osservare il fantastico panorama che si apre a perdita d’occhio nel versante est della Sicilia e magari per fare un fugace spuntino. Qui un tempo si svolgeva una intensa attività agropastorale ancora presente grazie alla tenacia di pochi e audaci allevatori di bestiame.
Il Faggio farà la sua stupenda comparsa già sopra i 1400 slm, ben prima di Marcato Cixe. Proseguendo in mezzo al bosco di faggi saliremo per un sentiero naturale quasi coperto dalla vegetazione e dal fogliame intenso della faggeta fino ad uscire dal bosco fitto a circa 1520 slm. Occorre stare attenti a non sbagliare direzione del sentiero perchè si deve camminare proprio in mezzo la faggeta. La vegetazione arborea lascia spazio a grandi pianori ricchi di astragalo dei Nebrodi e del basso ginepro e in cui la vista spazia verso i versanti est e sud della Sicilia.


Dopo circa 2 km da Marcato Cixe si arriva a Piano Catarineci ad una quota di 1580 m. slm circa e si prosegue verso la cima, nei pressi della precima c’è un piccolo pianoro, qui sosteremo per il pranzo, chi vuole seduto su speroni a picco nel vuoto (sempre in sicurezza) chi comodamente in mezzo al pianoro e, sperando non ci sia vento, chi vuole può raggiungere la vicina vetta e un piccolo ingrottamento nei pressi (1660 slm).
Al termine inizieremo la discesa sull’altro versante del Catarineci, su terreno naturale e sentiero a pietraia, verso Pietra Giordano e Piano Grande, anche qui osserveremo fantastiche formazioni di Agrifoglio. E’ un sentiero che nel primo tratto si immerge nella faggeta e poi esce sul crinale del costone che precipita verso nord. Si arriva alla cima del crinale fino alla confluenza con il sentiero che viene da Portella Mandarini, Gorgonero ovvero dal lato opposto verso Petralia.


Rientreremo su scosceso pendio, a tratti pietroso e fangoso per la presenza di margi di acqua, è questa la zona più umida delle Madonie dove viene captata la sorgente principale dell’Acqua di Geraci.

Tra Agrifogli e Faggi, poi roverelle e cespugli di ginestra si ritorna sulla strada asfaltata, dove abbiamo lasciato le auto, ma un po’ più a monte.
Riprese le auto rientreremo via Castellana Sicula dove sosteremo per una rilassante e golosa pausa caffè e dolcetto.
Il borgo di Geraci Siculo richiede più tempo per essere scoperto e, se rimaniamo sul posto, possiamo visitarlo con calma il giorno seguente magari fermandoci per un week end all’insegna della natura e del relax.


Dati tecnici: lunghezza totale del percorso a/r: 12 km circa, ad ANELLO; Guadagno / Perdita: 550 m /550 m; Tipo suolo: carrareccia, sterrate, pietraie, terreno naturali; Tempi percorrenza: 6 ore circa con soste; Difficoltà: Media/Alta.
Il percorso su Google Earth, se volete essere accompagnati non indugiate a contattarmi

Foto e testi ©Giorgio De Simone

Piano Catarineci e alle mie spalle Pizzo Catarineci

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