Il Parco Regionale delle Madonie è stato istituito nel novembre del 1989 ed ha un’estensione pari al 2% dell’intera superficie della Sicilia ospitando il 50% delle specie botaniche. E’ quindi un importante hotspot di biodiversità della macchia mediterranea.
I luoghi dove apprezzare tali habitat sono molteplici e diffusi in tutto il territorio del parco ma ve ne sono alcuni particolarmente interessanti. Grazie alla rete sentieristica presente, che esiste da centinaia di anni, è possibile ancora oggi visitare zone estremamente preziose dal punto di vista naturalistico senza grandi difficoltà ma comunque sempre accompagnati da un Guida Ambientale Escursionistica esperto dei luoghi.
L’escursione che vi descrivo in questa pagina è una di queste.
Il percorso parte alla periferia di uno dei borghi più belli di Sicilia, Isnello e si inoltra, attraverso molteplici paesaggi fino al cuore del Parco arrivando a Piano Zucchi dove si trova uno dei patriarchi delle Madonie: il Leccio monumentale di Piano Zucchi, considerato uno degli ultimi superstiti di un’antica e vasta foresta di leccio (lecceta) che un tempo copriva i rilievi dell’intera Sicilia.
Ecco di seguito la descrizione del percorso.
Lasciate le auto a Isnello nella Via Carmine si sale una breve scalinata per raggiungere Via Monsignor Oscar Romero, la SP9 e, alla confluenza con la Via Gorizia, si trova l’accesso al sentiero che parte a circa 620 m slm.
Dopo aver percorso un breve tratto in salita su sterrata si giunge all’inizio del sentiero 8, della vecchia nomenclatura, del Parco delle Madonie. E’ un sentiero molto antico e storico perchè ricalca il tracciato di una antica Regia Trazzera, la RT115, che un tempo collegava il versante meridionale e settentrionale delle Madonie partendo addirittura da Cefalù arrivava a Isnello e proseguiva per Polizzi Generosa.
Nel primo tratto è possibile godere di ampie panoramiche sulla campagna circostante osservando la valle di Castelbuono il Pizzo S. Angelo e ancora più lontano Pollina e S. Mauro.
Si possono ammirare le precipiti pareti nord-occidentali, che si estendono fino alla boscosa contrada Aculeia, solcate dal profondo e caratteristico Vallone della Trigna.
Dopo circa 400 metri dalla partenza si arriva al primo bivio dove è posta la tabella del parco per Abisso del Vento, Sorgente Favara e Piano Zucchi. Proseguiamo in leggera salita su questo sentiero pietroso e a tratti con il basolato dell’antica trazzera.
Percorso un km circa, a 760 m di quota, si incrocia il sentiero che porta all’Abisso del Vento, ma noi proseguiremo invece verso Piano Zucchi.
Alla nostra sinistra, tra la macchia mediterranea, sarà presente ancora per qualche km la sagoma del Cozzo Balatelli la cui vetta è posta a circa 960 m e presenta un aspetto aspro e roccioso. La vegetazione, più rada, è costituita da Querce, Lecci, Perastri e Ginestre.
Proseguendo sempre in progressiva salita, voltando le spalle si ha un bel panorama sul Vallone Madonie, il Pizzo Dipilo si erge a cono rovesciato tra il verde della vegetazione, il Pizzo Antenna piccola e i Monti di Gibilmanna, mentre guardando davanti a se si scorge il Cocullo, il Castellaro e Pizzo Antenna grande. Il tutto camminando tra boschi misti di lecci e roverelle.
Percorsi altri 2, 4 km circa si raggiunge l’ampio pianoro con la Sorgente Favara, a 845 m di quota, dove un bel “cannolo” di acqua sorgiva sgorga da sempre alimentando un bel fontanile di forma esagonale. La sosta è d’obbligo per riempire le borracce. Anche al ritorno potremo fare scorta di acqua perchè percorreremo a ritroso lo stesso itinerario.
Proseguendo sul sentiero ben tracciato finora si attraversa il magnifico bosco di Querce e Lecci, con esemplari di notevoli dimensioni, che borda le pendici occidentali del gruppo del Carbonara sovrastati dalle imponenti grigie pareti calcaree incise da profondi canaloni e con caratteristiche forme di erosione.
Proseguendo sul percorso per altri 1,5 km, qui con le caratteristiche tipiche del sentiero naturale tutto sotto bosco e sempre in salita, a quota 1045 slm troviamo il grande Leccio monumentale di Piano Zucchi proprio addossato alla strada provinciale 54 che porta da Collesano a Piano Battaglia.
Siamo vicino all’arrivo non resta che attraversare la SP 54 e proseguire di fronte al Leccio su un sentiero che sale ripidamente tagliando un paio di tornanti sulla SP che percorreremo per circa 400 m per arrivare alla bella chiesetta montana di San Paolo dove possiamo sostare e consumare il nostro pranzo al sacco e ritemprarci fino alla ripresa del percorso.
Qui si possono osservare esemplari molto belli di lecci e roverelle, un tempo sul centro del pianoro della chiesa c’era anche un grande Acero montano.
Ripartiti per il ritorno si devono calcolare un paio di ore per arrivare a Isnello sempre per lo stesso sentiero e se rimane del tempo a disposizione a Isnello è piacevole fare un percorso urbano, prendere un caffè e perchè no visitare i resti dell’antico maniero che si trova in cima a un costone calcareo che domina tutto l’abitato.
Durante il percorso si possono fare delle belle osservazioni naturalistiche che una Guida Ambientale Escursionistica potrà descrivere per meglio far apprezzare e dare valore aggiunto alla già suggestiva escursione che si svolge in uno dei luoghi più interessanti del massiccio delle Madonie.
Dati tecnici: lunghezza totale del percorso a/r: 12 km circa, a bastone; Guadagno / Perdita: 540 m /540 m; Tipo suolo: carrareccia, sterrate, sentieri naturali; Tempi percorrenza: 6 ore circa con soste; Difficoltà: Media.
Il percorso su Google Earth
Vi ringrazio per la lettura e se potete diffondete, solo con la conoscenza di questi luoghi a più persone sensibili è la chiave di volta per proteggere e tutelare questi gioielli che abbiamo nella nostra bella Sicilia. Grazie.
Se volete fare questa o altre escursioni anche con piccoli gruppi contattatemi.
Foto e testi: ©Giorgio De Simone













