Dal 2000 pratico l’escursionismo, prima come fruitore poi come accompagnatore e referente di gruppi nell’ambito dell’associazionismo e infine dal 2020 come Guida Ambientale Escursionistica (di seguito GAE).
In tutti questi anni ho vissuto il periodo di transizione che va appunto dall’inizio del secolo ai nostri giorni e ho quindi potuto verificare di persona che sempre più raramente è possibile pianificare e programmare escursioni in natura. Questo perchè fino al 2015 circa le stagioni rispettavano più o meno le aspettative climatiche con autunni piovosi, inverni freschi, estati calde ma sopportabili, primavere prevedibilmente variabili ma con periodi tiepidi o anche caldi che duravano il tempo che ci aspettavamo: le ondate di scirocco duravano 3 giorni e terminavano quasi sempre con piogge continue e costanti anche per giorni o per intere settimane. Ogni tanto la neve arrivava anche a Maggio inoltrato.
Partecipare e organizzare un programma annuale escursionistico era la prassi e le attività è pur vero che erano rivolte ad esperti e appassionati facenti parte di associazioni dedite a questo scopo o ambientali che al loro interno organizzavano uscite in montagna. Addirittura si programmavano le ciaspolate in febbraio e le gite sociali in agosto sicuri che si sarebbero potute effettuare.
Andiamo ad oggi che, grazie alla diffusione dei social e soprattutto ad una nuova coscienza ambientale, molti sono coloro che si dedicano all’escursionismo naturalistico.
Fatta questa premessa andiamo al motivo per cui ho pensato di scrivere questa pagina: con i repentini cambiamenti climatici e soprattutto il verificarsi di situazioni estreme, è ancora possibile programmare a lungo termine escursioni ? Cercherò a tal proposito di esprimere il mio pensiero.
E’ prassi comune nel mondo escursionistico rivolgersi ad una GAE esperta, certificata e iscritta ad una delle associazioni professionali che abbia svolto un corso autorizzato al rilascio della certificazione e questo è un bene per quanto riguarda la sicurezza dei partecipanti. Le guide a volte sono organizzate in associazioni che propongono una serie di escursioni e quindi sono costrette per ovvie ragioni di tempistica a formulare una proposta magari settimane prima. Altre volte sono singoli professionisti che si appoggiano ad agenzie oppure all’accompagnamento privato.
Oggi purtroppo molte volte ci si vede costretti, per questioni di sicurezza, ad annullare e rinviare l’escursione per il maltempo. La GAE quindi non può svolgere quell’attività che magari aveva preparato con grande passione e precisione, svolgendo sopralluoghi, riconoscendo le specie osservate e studiare il paesaggio e le particolarità specifiche di quel determinato territorio. Insomma un lavoro e il tempo necessario per effettuarlo praticamente persi. Questo può avvenire poco prima dell’escursione o durante la stessa per eventi inaspettati che possano prescindere dal meteo.
Come affrontare il problema e cercare comunque di portare a frutto tale attività e sforzo personale senza improvvisare e mantenendo alti i livelli di sicurezza dei partecipanti ?
Ai corsi di formazione di un certo livello e qualità il problema viene affrontato e quello che deve essere sempre pronto e predisposto da una GAE, che propone in grande anticipo un’uscita, si chiama “PIANO B” ! Alcuni escursionisti praticanti lo conoscono e la maggior parte delle guide lo effettua ma in sostanza di che si tratta ?
Nella pratica quando si propone un’uscita in natura molti sono i fattori che una GAE deve valutare, dal percorso al tipo di abbigliamento, dal clima di quei luoghi alle diverse tipologie di partecipanti che si possono avere, quindi esperti e meno esperti.
Personalmente adotto una mia regola personale che bene si adatta ai suggerimenti recepiti durante i corsi di formazione. La prima regola per me è che per ogni escursione in gruppo devo avere o un collega a fianco oppure un escursionista esperto che mi conosce bene e mi coadiuva per le uscite e che in caso di necessità sa che mi fiderò di lui. La seconda è farmi delle domande estreme, come: se il meteo cambia e sono arrivato qui dove posso ripararmi ? Oppure se il meteo per la giornata dell’escursione è avverso cosa posso proporre a chi ha aderito ? Un itinerario culturale o enogastronomico è possibile ? Ancora: se qualcuno si fa male come affronto il restante gruppo con la nuova situazione ? E così di seguito… più domande mi faccio, più sarà possibile proporre il “PIANO B” ai partecipanti.
In definitiva se la GAE è preparata e ha studiato bene quell’uscita saprà sempre proporre un’alternativa valida e soprattutto condivisa con il suo pubblico di escursionisti.
Il PIANO B per me deve ormai essere una regola da adottare sempre e in qualsiasi periodo dell’anno perchè ormai o ci si orienta al cambiamento repentino come è il meteo oggi oppure faremo sempre meno escursioni e porteremo sempre meno persone a scoprire la nostra straordinaria natura e i favolosi territori che conosciamo. Per me infatti la conoscenza è la base per la tutela, la salvaguardia e quindi la protezione dei nostri ambienti e questo vale sempre, ma sempre e comunque in estrema sicurezza.








