Trekking a Ustica: tre giorni di pura bellezza, primo giorno l’arrivo

Ustica è Ustica, non c’è nulla da fare… appena sbarchi una fiamma nel cuore ti si accende, e si spegne solo quando riprendi l’aliscafo di ritorno. Lasciare tanta bellezza della natura è triste ma la speranza che la ritroverai sempre così, riservandoti sempre le medesime emozioni, rincuora!

Già l’arrivo al porto con l’aliscafo ti dà il primo carico di adrenalina… certo il viaggio in nave è tutt’altra cosa, puoi stare fuori a goderti una delle traversate più belle del Mediterraneo dal Golfo di Palermo a Ustica, un tratto di mare unico, appena finisci di scorgere la costa dei golfi di Palermo e Castellammare ecco che appare questa tartaruga distesa sull’acqua con la testolina fuori orientata a oriente !

Sembra una scultura, una visione… ma la visione diventa sempre più chiara e poi quando è lì vedi questa perla scura incastonata tra due gradienti intensi, uno cobalto in mare e l’azzurro intenso in cielo… e scontornata del bianco degli spruzzi delle onde che si infrangono nelle pareti rocciose a strapiombo… non puoi più dimenticarlo e da questo momento sei posseduto da una sensazione di intensa gioia. Le altre isole sono pure belle, tutte le nostre isole lo sono… ma non me ne vogliate… Ustica non è più bella delle altre… è semplicemente unica !

Fatta questa premessa “di cuore” bisogna che adesso vi racconti come è andata.

Scegliamo un weekend lungo dal venerdì alla domenica. La preparazione di un viaggio, soprattutto sociale, rivolto ai membri di una associazione ambientalista, non è né facile e neppure scontato, e quindi va programmato con largo anticipo. La gestione logistica, la formazione del gruppo, dei referenti, i tempi, le attività, i contatti sul territorio, le eventuali variazione dell’ultimo momento, le mille problematiche che escono fuori quotidianamente devono essere affrontate con celerità e senza intaccare il gruppo. Questo vale per ogni uscita, ma per una tre giorni di trekking vanno studiate tante varianti. E quindi, alcune volte, si parte con un programma di massima e si finisce nel farlo magari al contrario, e nel nostro caso, addirittura, con più attività di quelle previste.

Si parte con la società Liberty Lines dal molo Sammuzzo a Palermo, ed essendo l’unica compagnia di navigazione che fa questa tratta bisogna accontentarsi di quello che offre, sia come costi che come orari. Pazienza… finché non si capirà che la concorrenza fa bene all’economia non andremo mai da nessuna parte, accontentiamoci perchè di questo si tratta !

Prendiamo l’aliscafo del Venerdì alle 7 di mattina che costa molto meno e ci consente di avere quadi una giornata a disposizione.

Alle 8:30, mare permettendo, si arriva a destinazione !

L’arrivo a Ustica è sempre esaltante, si arriva in banchina e si attende l’amico albergatore che ti agevola il trasferimento in struttura portando i bagagli… nel mio caso il mitico Fabio Ailara dell’Hotel Clelia che ha agevolato la nostra logistica sull’Isola, poi il saluto con l’amico di sempre Peppino Zancla ci conforta che siamo sempre i benvenuti qui dove il WWF si è battuto per la creazione della prima Area Marina Protetta italiana e per la Riserva terrestre.

La salita al paesino è una tradizione di cui non ci si può esimere, la scalinata irta ma ombrosa, e l’arrivo proprio davanti la sede della AMP è come “inaugurare” la propria presenza sul territorio, si ha il tempo di scambiare i saluti con gli usticesi di passaggio che, notando il numeroso gruppo, ci salutano con affetto. 

Primo appuntamento è presso in centro visite della sede dell’Area Marina Protetta Isola di Ustica per un saluto alle autorità cittadine e alla Guardia Costiera. Qui, in presenza di Peppino Zancla e del personale della Guardia Costiera si è presentato il programma della tre giorni e poi l’amico Felice Pavone, esperto Sub, ha descritto la bellezza dei fondali di Ustica e ha dato le informazioni di base ai partecipanti per effettuare al meglio lo snorkeling in programma il giorno seguente.

Finiti i saluti e le presentazioni si parte con la 3 gg di Trekking a Ustica.

Il primo sentiero che affrontiamo è quello di Tramontana, chiamato sentiero archeologico che dal paese scende e passa per Cala del Camposanto, quindi ai Faraglioni. 

 

Qui facciamo una deviazione per l’azienda agricola di Margherita Longo, Hibiscus, per visitare sia la tenuta ma anche il piccolo ma interessante museo della civiltà contadina, allestito in collaborazione con il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica.

Vitigno, uliveto, capperi e lenticchie i punti di forza di questa azienda che rispetta l’ambiente e la biodiversità utilizzando sistemi di coltura ecocompatibili.

Margherita ci ha accolto con grande affetto e ringraziandola proseguiamo per il nostro sentiero.

Ripreso il cammino, arrivati all’ingresso della zona archeologica dove dei dai bassi muretti consentono un facile l’attraversamento. 

Il villaggio preistorico alla Colombaia è bellissimo ma versa in stato di semi abbandono, è un peccato che beni culturali così preziosi e unici vengano abbandonati al solito destino di degrado e disattenzione collettiva. Qui i cittadini di Ustica dovrebbero sollevarsi perché oltre che un bene “turistico” è soprattutto un angolo della loro storia, un pezzo di cultura che deve essere tenuto vivo e fruibile come vedremo domenica anche nella zone archeologiche dell’Omo Morto e della Falconiera. Speriamo in futuro si possano preservare meglio.

Superato il villaggio preistorico ci incamminiamo per il sentiero del gorgo salato, superando anche il capo che porta il suo nome, punta più a nord dell’isola. Il gorgo è un gioiello di biodiversità, sia per l’avifauna presente con tante specie sia per le rilevanze di flora vascolare, lo asserviamo che ancora è presente lo stagno temporaneo, con abbondante presenze di girini, e insetti acquatici, oltre alla vegetazione unica di questi luoghi umidi vicini al mare.

Oltre al Lentisco, massicciamente presente, si nota una distesa spettacolare di Aglio selvatico che ci accompagna lungo tutto il sentiero prospiciente il costone roccioso che strapiomba sulla costa sottostante dove la fanno da padroni famigliole di Gabbiano reale, proseguiamo in salita i gradoni fino al passo della Madonna, dove una pioggerellina rinfrescante ci costringe a fermarci nella bella cappella per consumare il nostro pranzo al sacco.

Finito il pasto e la pioggerellina ci incamminiamo per il sentiero del boschetto verso il paese, fermandoci ad ammirare le rilevanze geologiche durante il percorso che hanno il suo massimo nelle Piroclastiti di Ustica, una parete di roccia vulcanica a strati che sembra la parete di una fetta di torta setteveli al cioccolato… qui fatta di ceneri laviche multicolore e multistrato… di una spettacolarità emozionante.

Continuiamo il percorso tra il rimboschimento forestale a pineta e tratti di leccete e sparute roverelle che ombreggiamo il cammino per arrivare al paese, stanchi ma carichi di adrenalinica bellezza… per affrontare la prima serata usticese.

Percorso di oggi sono 8 km e 400 m circa dislivello. Altezza massima 169 m slm

Sono le 17 e alcuni di noi partecipano ad un evento a Cala Santa Maria di pulizia della caletta dalla plastica, organizzato dalla AMP Isola di Ustica e con la presenza del Direttore della stessa, Davide Bruno, del Sindaco di Ustica e di altre associazioni.

Per continuare il trekking virtuale passa al: secondo giorno a Ustica

testo e foto di Giorgio De Simone

Permalink link a questo articolo: https://www.sicilyhiking.it/escursioni/trekking-a-ustica-tre-giorni-di-pura-bellezza-primo-giorno-larrivo/