Tra i più interessanti centri del Parco, Caltavuturo vanta il complesso dei ruderi dell’antico insediamento di Terravecchia con il Castello di KalatAbi-Thur (IX sec.) e i resti della Chiesa del Casale (XII sec.).
Numerose chiese, edificate tra XVI e XVII secolo (Chiesa Madre, Santa Maria la Nuova, San Francesco) ed edifici nobiliari di fine Settecento impreziosiscono, poi, l’ordinato centro storico della cittadina. Interessante il museo civico dove oltre a cinque sezioni.
Caltavuturo è anche famosa per la “phiale aurea”: una “phiale mesomphalos” databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a. C., del peso di quasi un chilogrammo di oro puro, è un oggetto di raffinatissima oreficeria: una “patera ombelicata” destinata probabilmente a libagioni di carattere religioso in un santuario di un centro di cultura greca. La impreziosiscono delicati motivi di ghiande, api, palmette, fiori di loto e viticci, resi con punzonatura, cesellatura e incisione; sul bordo vi sono l’iscrizione con il nome del dedicante e il peso dell’oggetto. La coppa venne rinvenuta a Caltavuturo nel 1980; al 1989 risale il primo avvistamento in una collezione privata, poi nel 1991 la “fuga” clandestina dall’Isola. Nel 1994 la Procura di Termini Imerese avviò le indagini sul furto dell’opera e cinque anni dopo la “phiale” rientrò in Italia per essere poi esposta a Himera nel 2004.
Da visitare accompagnati, da una guida escursionistica esperta, la Rocca di Sciara a 1080 m slm, con un sentiero che si diparte da fuori il centro abitato e sale verso la cima di questo prezioso rilievo che fa parte del Geopark delle Madonie.
Nei pressi anche le Gole di Gazzara o meglio la “Forra del torrente di Caltavuturo”, una formazione geologica molto interessante, poco fuori il perimetro del parco delle Madonie, dove un percorso molto impervio porta alla scoperta dei Mulini d’acqua un tempo importanti per la molitura del grano.
Nel video la vista dalla vetta della Rocca di Sciara






